Comisso, adesso.

di Francesco Maino -

10.07.16

Ho terminato, da volitivo (?) direttore di collana, il mio compito di rileggere e cripto-rileggere il capolavoro assoluto di Giovanni Comisso: Il grande ozio, un libro sacro del genio editoriale di Longanesi (...?), summa della sua produzione ventennale, son le prose sintetiche che, secondo me, anticipano i Sillabari di G. Parise. Comisso è senza dubbio un padre putativo per Parise... pittoricamente: se Comisso si fa Giotto, Parise si fa Piero della Francesca; calcisticamente: se Comisso si fa Boniperti, Parise si fa Platini; poeticamente se Comisso si fa Ovidio, Parise si fa Virgilio (fumettisticamente: se Comisso è il Bonvi delle Sturmtruppen, il fiero alleaten Galeazzo Musolesi, Parise è Mickey Mouse). (…) Ho scelte le prose di rosa selvatica, stille di rosada, in cui vale il principio: "questa terra dove vivo non mi concede il desiderio di altre terre del mondo" e ancora: ho scelto prose per il solo spiccare (come isola improvvisa, nuova Stromboli scombinata, emersa dal Mare di Adria a causa di eruzioni invisibili agli occhi degli incolti), esempio: "la guerra lontana risultava errata come il sistema tolemaico", ho scelto, poi, singoli duetti per parole matte, madrigali per motti andante con brio (“Grigia, carissimo amico, è ogni teoria, ma verde è l'aureo albero della vita” o “becco con becco collo con collo chi à mangiato l'anitra?”...) per cui sentivo un trasporto, un passaggio della psiche: tra boschine verticali in gotti di ribolla che sprigiona lo stupore (inconsueto?) d'una scoperta sotto gli occhi del Signore, è una rotta felice verso un'alba di narrazioni sempre rigenerante, poiché qui si tratta di raccontar le parole, ridar loro una lucentezza prenatale, una rotonda nitidezza, scintillio del sole delle dieci sui ghiaioni della Piave a Salgareda, una detonazione di lampi gaudenti nella pioggia prodigiosa di maggio (questa la dedico all'editore Beppe Cantele, che in certi risi appare un gatto [inside] sornione): "il gatto è consapevole solo dei suoi istinti nel giro degli astri", ho scelto poi certe pagine sacre come la bibbia dello scrittore profetico senza saper d'esserlo (…).

(La versione integrale dello scritto di Francesco Maino dedicato alla suo lavoro su Comisso per Ronzani Editore è disponibile sul SITO dello scrittore)

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