Con Calamandrei a Vicenza

di Beppe Cantele -

19.10.16

Nel ringraziare ancora tutti per la splendida serata di mercoledì 19 scorso, nella cornice prestigiosa della Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino e poi sotto le arcate maestose della Basilica palladiana, mi piace condividere con voi tutti il testo del mio intervento.

Buonasera a tutti,

è un onore prendere la parola, e lo faccio per ringraziare quanti hanno reso possibile questo evento e questo libro e per ringraziare uno per uno – vi chiedo cinque minuti di pazienza – i membri della casa editrice in questa occasione speciale di incontro con un pubblico così numeroso.

Innanzitutto l'Amministrazione comunale di Vicenza, nella persona del Sindaco Achille Variati e del Vicesindaco e Assessore alla Cultura Jacopo Bulgarini (che so oggi assenti per impegni istituzionali) e, permettetemi, dell'Ing. Maurizio Franzina, amico attento all'attività culturale della nostra casa editrice.

Quindi Silvia Calamandrei, che non necessita di presentazioni, alla quale va il mio grazie per molti aspetti: innanzitutto per essere qui oggi a dare la sua testimonianza viva di Piero Calamandrei, suo nonno. Poi per aver aderito subito all'idea di pubblicare questo libro, davvero oramai introvabile, e meritevole di attenzione per i motivi che abbiamo sentito, averci ceduto i diritti di edizione ed aver contribuito al testo con una postfazione molto interessante sulla genesi di queste pagine.

Grazie a Francesca Cenni, archivista, che opera presso la Biblioteca Archivio Piero Calamandrei di Montepulciano, che ha scritto per il nostro volume una preziosa nota archivistica, sempre opportuna in questo tipo di pubblicazioni.

E grazie al collega avvocato Fabio Mantovani, Presidente dell'ordine degli Avvocati di Vicenza e a tutto il Consiglio dell'ordine per aver patrocinato l'evento: è segno di sensibilità verso un approccio umanistico al diritto, di cui si avverte a mio avviso un grande bisogno.

E permettetemi di ringraziare ora, pubblicamente, tutti i componenti della community della casa editrice, in ordine alfabetico.

Paolo Carta, professore ordinario di Storia del Pensiero Politico nell'Università di Trento, e fellow dell'Italian Academy for Advanced Studies della Columbia University di New York, amico di sempre, ha colto immediatamente il mio invito a partecipare all'avventura editoriale e ha contribuito a fondare la casa editrice, assumendo la direzione della collana di Saggistica, che auspichiamo possa esordire molto presto. Ha scritto per questo libro una luminosa introduzione, che vi invito a leggere, specialmente per quel suo richiamo alle amicizie straordinarie: quella che legava Piero Calamandrei a Pietro Pancrazi e quella che lega tutti noi della Casa Editrice.

Alessandro Corubolo, è uno dei pochi stampatori al mondo che stampano con il torchio a mano, proprio come faceva Gutenberg: e con la sua Officina Chimerea, assieme all'amico e sodale di una vita, Gino Castiglioni, ha impresso libri che hanno fatto e fanno la storia dell'arte tipografica. Ma è anche uno studioso della storia della stampa, del carattere e della tipografia: discipline nelle quali ha al suo attivo molte pubblicazioni. Infine e soprattutto, per quel che mi riguarda, è uno dei più bravi e importanti progettisti grafici del mondo: quando, nel maggio del 2015, mi ha detto che avrebbe curato lui il progetto grafico delle collane editoriali della Casa Editrice, ho capito che avremmo potuto e saputo dare ai nostri direttori di collana dei libri bellissimi. Grazie a Sandro, anche per la generosità con cui insegna, instancabile, questa arte a chiunque abbia la voglia di imparare: specialmente a Elsa, di cui dirò, la quale sta perfezionando con Sandro le proprie conoscenze e competenze in fatto di “mise en page” dei nostri libri.

Per la casa editrice è inoltre, insieme a me, il direttore della collana dedicata appunto alla Tipografia, che esordirà tra breve.

Alberto Cotrona, è responsabile della Comunicazione e degli Eventi della Casa Editrice, ma anche laureato in Lettere Classiche, cultore del greco antico e moderno, che per la casa editrice sta preparando la traduzione dell'ultima opera poetica del grande poeta greco Yannis Ritsos.

Maria De Muri, archivista e biblioteconoma, che sta ultimando lo stage nella Segreteria della casa editrice e che tra breve partirà per una esperienza all'estero, in Canada, da cui speriamo torni con importanti novità editoriali.

Giuseppe La Scala: arcinoto come avvocato, mi piace qui ringraziarlo per la sua opera di promotore di attività culturali, che attua attraverso la sua Toogood Society e che gli è valsa nel 2014 il “Premio speciale per l'impegno culturale Legalcommunity IP&TMT Awards”, eccellenze del mercato legale nel settore della protezione della proprietà intellettuale, delle telecomunicazioni e dei media. Con la Toogood ha sostenuto l'impegno economico per la pubblicazione del libro che oggi si presenta, e che è solo l'ultima di una serie di iniziative che hanno per tema Piero Calamandrei, a cui Giuseppe ha voluto dedicare anche l'Auditorium della loro sede di Milano, in Via Correggio 43.

Francesco Maino, amico e pure lui collega in quanto avvocato penalista, scrittore oramai di fama nazionale, con il suo imperdibile Cartongesso. Lo voglio ringraziare non solo perché è tra i fondatori della casa editrice e direttore della collana dedicata alla riproposizione di autori veneti (vedasi l'edizione dei Sillabari veneti di Goffredo Parise, di cui oggi vi è in anteprima a disposizione nel banchetto in sala la tiratura di testa corredata da tre calcografie di Giosetta Fioroni, impresse con torchio calcografico nell'Officina di Giovanni Turria di cui dopo dirò); ma lo ringrazio anche e soprattutto per aver dato alla Casa Editrice il suo “incunabolo”, il primo libro da noi pubblicato: Ratatuja. Parole alla prova, che è pure uno spettacolo di suoni e immagini che ha riscosso molto successo nei mesi scorsi.

Romina Manzardo, socia, collega di studio e amica di sempre, felice sin da subito, senza pensarci, di far parte della casa editrice: ma solo con il ruolo di amministratore, come in effetti è!

Stefano Messuri, avvocato dedito da sempre alle arti, alle lettere, alla musica e al Cinema, la nostra vicinanza geografica mi permette fortunatamente di poter avere con lui dialogo e frequentazioni pressoché quotidiane e di affibbiargli gli incarichi più ostici: come quello di responsabile della correzione delle bozze, un lavoro arduo quanto indispensabile.

Claudio Pozza, l'amico più antico: mi piace pensare che siamo reciprocamente una certezza: e infatti lui c'è anche in questa pazza idea di fondare una casa editrice.

Claudio Rizzato, è un noto personaggio pubblico cittadino, nonché altrettanto noto dirigente regionale: ma pochi sanno e noi lo sappiamo, quanto egli operi per agevolare, invogliare, promuovere iniziative culturali, e l'impegno nella casa editrice va in questa direzione. Inoltre, ha per me il merito, come amico, di avermi fatto conoscere il “libro-miccia” di questo nostro sodalizio: Cartongesso di Francesco Maino.

Giovanni Turria, artista, incisore, maestro eccezionale di eccezionali allievi che ha educato ed educa al bello, alla tecnica, all'arte e soprattutto, per ciò che più da vicino ci riguarda, all'arte tipografica e ai mestieri della stampa. Notissimo a Vicenza, qui opera nella sua Officina di contrà Carpagnon (a pochi metri di stanza da dove aveva sede la prima casa editrice fondata da Neri Pozza in Vicenza, un editore che noi teniamo come faro del nostro operare e del quale pubblicheremo nel 2017 il Diario editoriale inedito).

Nell'officina di Giovanni sono state impresse le opere che corredano le tirature di testa dei nostri primi due volumi, e che potete vedere nel banchetto dei libri: i cinque inchiostri di Franco Zabagli che corredano il libro Ratatuja di Francesco Maino e le tre calcografie di disegni di Giosetta Fioroni che corredano, come ho detto, i Sillabari Veneti di Goffredo Parise.

Matteo Vercesi, Critico letterario, dottore di ricerca in Italianistica e Filologia classico-medievale, esperto di poesia contemporanea, di cui ha curato antologie per svariate case editrici italiane: dirige per noi la collana di Poesia contemporanea, insieme a Giovanni Turria, in un dialogo tra parola e immagine illustrata, che sarà – così speriamo – una gradita sorpresa.

Franco Zabagli, filologo, curatore di fondamentali edizioni di Pasolini (i Meridiani sul Cinema) e di Montale (le Lettere a Clizia), autore e promotore di innumerevoli iniziative culturali, anche nella sua qualità di Addetto alle Attività Culturali del Gabinetto Vieusseux di Firenze, è tra i fondatori della casa editrice, di cui dirige la collana di Poesia (imminente l'uscita del primo volume, dedicato a Arthur Rimbaud, con il commento di Piero Pòlito e le illustrazioni originali di Gianluca Murasecchi).

È oramai anche un apprezzato artista, e dall'incontro con Francesco Maino, oltre ad essersi innescata la miccia della sua partecipazione alla fondazione della casa editrice, è nata anche l'idea di illustrare il libro di Francesco, Ratatuja, coi suoi meravigliosi inchiostri.

A lui il nostro grazie anche per aver accettato una sfida nuova: quella di diventare, dal Primo gennaio 2017, il Direttore Editoriale della Ronzani Editore Vicenza.

Elsa Zaupa: l'ultima in ordine alfabetico e la più giovane della Casa Editrice. Allieva di Giovanni Turria all'Accademia di Belle Arti di Venezia e poi di Urbino, artista e incisore essa stessa, presta da anni una particolare attenzione per la tipografia: è lei che ha lavorato, sotto la guida e sul progetto di Sandro, all'impaginazione tutt'altro che facile del volume che oggi si presenta. Ha competenza ma soprattutto grande passione, che è ingrediente indispensabile per fare libri.

Grazie a Paolo Galvani, nostro stampatore di Lazise, sul Lago di Garda, a Mirco Morello che cura i nostri siti.

Giuseppe Cantele. Il primo in ordine alfabetico sarei stato io ma su di me non ho nulla da dire, tranne che è vero quanto scriveva stamattina il giornale di Vicenza: sono avvocato e bibliofilo, e per quanto attiene all'attività editoriale che cerco di coordinare, penso ogni giorno alla celeberrima frase di Valentino Bompiani: “Strano mestiere quello dell'editore: fa libri che non scrive lui, non stampa lui e non vende lui: di suo l'editore ci mette l'amore”: e l'amore, quello sì, è una costante del mio impegno editoriale.

E infine grazie ai molti amici che ci aiutano, ci sorreggono, ci spingono a fare di più e meglio, con consigli, proposte di pubblicazione, promozione di progetti

Chi vorrà seguirci ed aiutarci lo potrà fare restando costantemente aggiornato sulle nostre attività attraverso il nostro sito internet www.ronzanieditore.it e la nostra pagina Facebook, e concretamente acquistando i nostri libri, ai quali potete dare un'occhiata nel banchetto in sala, da Maria.

Dico sempre che fa molto più rumore un albero che cade, rispetto a un bosco che cresce. In un periodo in cui molti sono impegnati a distruggere, noi ci sforziamo di costruire. Tra tanti rumorosi alberi che cadono, ci piace pensare di essere il silenzioso bosco che cresce.

Buona serata e buona continuazione.

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