Fulvio Roiter, narratore e poeta.

di Stefano Messuri -

21.04.16

Ho alcune immagini, dentro, credo d'averle già viste, giro lo sguardo e le trovo lì. Sono mie? Forse le ho scattate io, nel barlume radente di un altro sguardo, sviluppate nella realtà, fissate nel ricordo, lavate con la memoria e stese ad asciugare per generazioni. Ho visto le monache in bianco e nero a San Marco, la neve a Rialto e le gondole sdraiate, in silenzio. O forse era un racconto di mia madre o di un passante incontrato per caso da Fulvio di Meolo, che cerca pellicole in guerra, corre la Sicilia in motoretta, passa l'Oceano a cercare il caso, a evitare ripetizioni a descrivere occhi che tornano a casa, a parlare la sua stessa lingua di sempre, per sempre, Venezia.

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