Jost Hochuli: un mito del book design

di Alessandro Corubolo -

03.10.18

Pubblichiamo integralmente l'intervento che Alessandro Corubolo ha svolto in apertura di incontro con Jost Hochuli, che venerdì 28 settembre socorso, nella Sala Farinati della Biblioteca Civica di Verona, ha presentato due recenti edizioni italiane di suoi libri.

 

Grazie al nostro Assessore alla Cultura, avvocato Francesca Briani per l'attenzione che ha riservato a questo evento e per la gentilezza delle sue parole. E grazie al maestro Jost Hochuli, che ci ha onorato della sua presenza, accettando di venire a Verona a parlarci di alcuni esempi della sua grafica editoriale.

Sono Alessandro Corubolo, e prendo la parola in assenza e per conto del dottor Contò, che in queste ore è probabilmente in volo al ritorno dalle vacanze. Egli mi ha delegato a dare il benvenuto e un cenno di gratitudine a tutti voi che siete qui presenti; delega dovuta alla mia qualità di anzianissimo frequentatore della Biblioteca Civica: infatti avevo da poco smesso i pantaloni corti quando iniziai le mie visite, proprio in questa parte dell'edificio, dove c'era la sezione detta Biblioteca Popolare.

Anche gli editori – qui presenti – Riccardo Bello di Lazy Dog e Beppe Cantele di Ronzani Editore, mi hanno delegato – per ragioni di brevità – a presentare le caratteristiche salienti delle loro recentissime stampe in italiano dei due fra i più importanti libri di Jost Hochuli, Il dettaglio in tipografia e L'ABC di un tipografo.

Sempre per brevità mi sono scritto e leggo il mio intervento, così, evitando di dilungarmi, non ruberò tempo alla presentazione del maestro Hochuli, che Martino Mardersteig – al quale va un mio cordialissimo grazie – ci tradurrà in italiano.

 

Il mondo della grafica editoriale e della tipografia contemporanea non gode in Italia di vastissimo interesse e le edizioni di libri sull'argomento, pur cresciute di numero negli ultimi anni, sono assai inferiori a quelle in inglese, tedesco, francese o spagnolo. Con soddisfazione e una punta di orgoglio sono quindi da registrare, a mio avviso, questi due libri che oggi si presentano qui a Verona, per la prima volta in Italia.

Le due monografie sono pubblicate da case editrici che, pur non essendo veronesi, hanno forti legami con la nostra città. Una cosa singolare è che le iniziative di tradurre e stampare i testi di Hochuli si siano avviate praticamente all'insaputa gli uni dagli altri, e concluse a qualche mese di distanza.

Ma torniamo all'autore:

Jost Hochuli, svizzero di San Gallo, è della classe 1933. Dagli anni Cinquanta in avanti, dopo studi appropriati, fatti a San Gallo, Zurigo e Parigi e dopo un tirocinio tipografico, ha aperto un proprio studio professionale, disegnando manifesti, logo, copertine, alfabeti e soprattutto decine e decine di libri e opuscoli dei quali è stato spesso anche l'editore. A questa attività si è aggiunto l'insegnamento di lettering e design.

Come autore, oltre a quelli che oggi vengono presentati in edizione italiana, Jost Hochuli ha pubblicato svariati altri libri di argomento grafico, alcuni tradotti in molte lingue, ed è oggi considerato a livello mondiale uno dei più importanti fra i teorici del design del libro.

Qui mi fermo, astenendomi dal citare le mostre che sono state dedicate alla sua opera, i premi ottenuti, tutte informazioni che, tra l'altro, è facile reperire in rete. In quanto alla eccezionale qualità della sua grafica giudicherete di persona, dalle immagini che proietterà nella sua lettura, oltre che dai due libri presentati oggi, e qui liberamente consultabili e acquistabili, che di Hochuli hanno non solo il testo, ma anche il progetto grafico.

Vorrei sottolineare anche come il Maestro, oltre che attivo partecipante, sia stato testimone dagli anni Cinquanta di quella straordinaria stagione della tipografia svizzera di lingua tedesca che si è distinta – e si distingue – per prodotti di singolare eccellenza.

Passo a presentare i due suoi libri finalmente editi e disponibili in italiano.

 

Il dettaglio in tipografia

Come dice il titolo, il libro non tratta di layout, della progettazione di pubblicazioni, del design delle pagine, ma di quella che è chiamata microtipografia, ovvero dei singoli elementi della comunicazione a stampa: lettere, spazi fra le lettere e le parole, tra le righe. Sono piccoli particolari che i lettori non notano spontaneamente, ma sono quelli che, ad di là del contenuto, rendono un libro alla fine piacevolmente leggibile o meno. Sono però anche «quegli elementi che i progettisti grafici … trascurano volentieri perché si trovano fuori dell'ambito… della creatività», come constata e scrive J.H. introducendo il libro, che precisa, non vuol essere «un prontuario infallibile», poiché egli ben sa che i problemi posti dalla microtipografia possono avere diverse soluzioni alternative.

Il libro richiama l'attenzione, l'una dopo l'altra, sulle caratteristiche de Il processo di lettura; La lettera; La parola; La riga; L'interlinea, la colonna; La qualità del carattere e fornisce per ogni argomento appropriati suggerimenti appoggiati su precise, chiare e convincenti esemplificazioni grafiche.

La casa editrice del libro si sottoscrive «Milano, Lazy Dog», ma, come ho accennato, ha fortissimi legami con Verona. Fra i suoi primari interessi vi sono la calligrafia, il lettering, la tipografia. Quando, su segnalazione di Riccardo Olocco, membro del comitato scientifico, sono venuti a sapere che la traduzione in italiano del Dettaglio, iniziata da Giovanni Lussu era rimasta incompiuta, decisero di terminarla e pubblicarla, tanto più che l'edizione italiana del 1988 della Compugraphic era diventata praticamente introvabile.

Per la realizzazione del volume non sono mancati i dibattiti sugli esempi in italiano più appropriati da adottare considerato che Hochuli infatti aveva richiesto che ovunque possibile gli esempi fossero in lingua italiana, indicazione seguita, tranne che in pochissimi casi.

E ancora, mi segnalano, ed è giusto ricordarlo qui, che «sono stati fondamentali i contributi di Michele Patané per la traduzione, di Massimo Gonzato per l'editing e di Francesco Ceccarelli e Andrea Savoia per il paziente lavoro di reimpaginazione».

Il libro, diventato un classico, è stato pubblicato in 17 lingue, ma vi sono altre traduzioni in corso. Le attenzioni che sollecita e i suggerimenti che dà il maestro svizzero sono fondamentali, per gli studenti, gli appassionati di tipografia e chi si occupa nello specifico di graphic design e di composizione dei testi.

 

L'ABC di un tipografo

Passiamo ora all'altro libro, L'ABC di un tipografo, che mi vede più direttamente coinvolto, poiché ne ho seguìto l'intero iter, dalla traduzione alla stampa. Anche da parte mia non mancano i ringraziamenti: a Hans-Joachim Eberhardt e Franco Zabagli per la revisione della traduzione, a Elsa Zaupa per la composizione, a Paolo Galvani per la stampa.

Quando Beppe Cantele e io chiedemmo a Jost Hochuli uno dei suoi testi da proporre in traduzione italiana per la sezione della casa editrice Ronzani dedicata alla tipografia l'autore ci dette la disponibilità del suo ABC, già pubblicato in tedesco e francese, che, precisò, egli considerava il suo libro più interessante, una specie di “testamento tipografico”.

Come evidenziato dal titolo, l'ABC si svolge in 26 brevi capitoli, uno per ogni lettera dell'alfabeto, ed è un concentrato di memorie, affermazioni decise, considerazioni – spesso graffianti e ironiche – su aspetti della grafica e della tipografia. Le riflessioni di Hochuli, sempre profonde e ricche di aneddoti, rendono il libro, opportunamente illustrato a colori, appassionante e di piacevolissima lettura anche per i non addetti ai lavori.

Sulla grafica svizzera è interessante la sua analisi del lavoro tipografico di Max Bill; mentre di Jan Tschichold sottolinea la creatività degli ultimi anni, dopo che da tempo aveva scelto di comporre quasi tutti i suoi libri secondo il principio della simmetria assiale. E narra il divertente episodio che vi invito a leggere a p. 38.

In molti dei suoi capitoletti è evidente, dagli esempi riportati, che Jost Hochuli privilegia «libri naturalmente funzionali, privi di ornamenti, semplicemente belli», l'originalità «che si concentra sulla risoluzione dei problemi di design… originalità autentica perché ha un fondamento, in quanto la sua forma deriva da un nuovo punto di vista sul contenuto»; e, proprio in chiusura del suo alfabeto, alla lettera zeta trascrive le parole del legatore Franz Zeier: «La sobrietà non ha nulla a che vedere con la mancanza di fantasia». Sobrietà, certo, ma Hochuli sottolinea che, pur non avendo influenza diretta sulla leggibilità, alcuni aspetti come l'uso nella composizione di veri maiuscoletti o di numeri saltellanti contribuiscono alla raffinatezza, ovvero alla cultura tipografica, citando a tal proposito le parole di Voltaire: Le superflu, chose très necessaire.

 

Ogni riga dei due libri testimonia una conoscenza attenta e rara della materia, una profondità di giudizio che è chiave di lettura del suo lavoro grafico, sempre fresco, mai scontato, un design elegante, ma sempre in funzione dei contenuti. È giunto quindi il momento che io ceda la parola a Jost Hochuli che illustrerà il suo lavoro con esempi di alcuni libri, ognuno diverso dagli altri. Grazie.

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