L'arte di Giambattista Bodoni

di Raffaello Bertieri -

01.03.16

Questa seconda delle “Pagine di cultura tipografica” è dedicata ancora a Giambattista Bodoni: e nello specifico a un importante studio che Raffaello Bertieri ha dedicato alla figura e all'opera del saluzzese. Diamo per scontato per il momento – ma con riserva di tornarci sopra presto – che si conosca Bertieri. Ci interessava proporlo dopo Modiano perché uno degli attori principali (con Frassinelli) della sua “polemica modernista” fu proprio il “neoclassico” Bertieri. E uno dei temi forti di quella polemica, che tanto affascina i cultori dell'arte e della storia tipografica, fu proprio il modo di concepire, e quindi di attualizzare, l'opera di Bodoni.

Offriamo quindi al lettore l'introduzione di Bertieri al suo volume L'arte di Giambattista Bodoni, pubblicato a Milano coi tipi di Bertieri e Vanzetti, senza data, ma nel 1913. È un volume in quarto grande di cm. 32x24 e di 173 pagine, ornato in antiporta di un ritratto di Bodoni in fotolito, tratto dal noto dipinto di Andrea Appiani, e con 66 illustrazioni nel testo e 25 tavole fuori testo (con descrizione nella pagina a fronte) di “Monumenti tipografici bodoniani” tutte riprodotte fotograficamente qui a fianco. La legatura è una cartonatura editoriale alla “bodoniana” con decorazioni floreali sul modello settecentesco e titolo su tassello sul piatto anteriore. La carta è pregevole, pesante e in barbe.

L'opera è importante sia perché offre interessanti notizie su Bodoni incisore e fonditore di caratteri, nonché tipografo, sia perché è testimone di una sensibilità e una cultura che a Bodoni faceva esplicito riferimento nell'indicare la strada per rinverdire i fasti della cultura e della tecnica tipografica.

Se vi fu uomo mai cui nocesse l'entusiasmo degli amici e degli ammiratori questi fu certamente Giambattista Bodoni. Quanti parlando di Lui inneggiarono alle sue doti fecero opera di giustizia e di verità, ma perdettero di vista il vero argomento di questa esaltazione e, invece di seguire la storia della sua vita operosissima, si smarrirono tra le nebbie del panegirico stancando il lettore senza lumeggiare nella sua vera luce la grande ed attraente figura del Nostro.

Né il De Lama, né il Bernardi, né altri si diedero pensiero di mostrarci il Bodoni uomo d'arte e di lavoro; ce lo dipingono come un Michelangelo moderno, un colosso, un nume, senza dare del loro entusiasmo alcuna solida ragione di concetto o di fatto: dai loro scritti si potrebbe inferire che tutta la gloria di Bodoni sia nell'aver Egli avvicinati con frequenza principi e regnanti. Del suo lavoro di fonditore questi storiografi parlano in modo vago, incompleto, né il tipografo trova nei loro scritti cosa che lo interessi, mancando alle loro elucubrazioni un qualsiasi spunto critico tecnico che illustri in qualche modo l'opera bodoniana.

Da tale manchevolezza nei biografi, ha tratta ragion d'essere questo mio lavoro, perché io ritengo che la poca conoscenza dell'opera bodoniana per parte dei tipografi italiani, derivi appunto dalla mancanza di studi che siano atti ad invaghire il tecnico della vita e dell'arte del grande Saluzzese; perciò non mi parve opera vana studiare ed esporre, convenientemente illustrata, l'attività ammirevole di Giambattista Bodoni, ora che se ne consacra la memoria nel primo centennio dalla sua morte.

Perché poi a questo mio Studio non mancasse una notizia biografica, pur necessaria a chiarire le condizioni di tempo, di luogo e di opportunità in cui si svolse l'opera bodoniana, sollecitai e fui felicissimo di poter preporre al mio scritto una Notizia biografica di Giambattista Bodoni del prof. comm. Giuseppe Fumagalli, persona notissima alla famiglia tipografica e di indiscussa competenza.

Non credo tuttavia che quanto ho scritto sia opera pari ai meriti del Grande Tipografo che si vuole onorare, ma un pensiero e una speranza mi confortano nel mio proposito: il pensiero e la speranza che questo mio lavoro, per quanto lieve, possa considerarsi il principio od il primo concetto di una storia tecnica dei grandi tipografi italiani.

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