L'Editore Tallone inaugura un portale per immagini dedicato al segno tipografico e alla parola scritta da Gutenberg ai post-moderni

di Redazione -

13.05.20

Tallone Editore, Archives of Styles

A visual history of type design and typography from Gutenberg onwards

 

Le edizioni Tallone rappresentano l'eccellenza dell'editoria di pregio e della ricerca estetica nell'ambito dell'architettura del libro. Numerate e limitate, sono ambiti oggetti da collezione, gli unici interamente composti a mano in caratteri mobili sbalzati a mano su punzoni d'acciaio. Sono le sole composte e realizzate interamente a mano. La loro collezione completa si trova in importanti biblioteche italiane ed estere, a cui si aggiungono numerose collezioni private.
La dotazione di caratteri mobili in uso è una delle più ampie al mondo ed include tipi originali a partire dal Seicento.

 

Sono composte con caratteri incisi a bulino, i soli dove le proporzioni delle lettere sono adattate di volta in volta dalla mano dell'incisore alla dimensione dei diversi corpi, creando un'atmosfera di grande ricchezza interpretativa – sconosciuta allo standard industriale e digitale –, in grado di elevare e intensificare l'esperienza di lettura. L'editore non impiega i rapidi sistemi di composizione a tastiera monotype e linotype, spesso spacciati per tipografia manuale. Egualmente non usa il fotopolimero, veloce scorciatoia per trasferire composizioni digitali su cliché di plastica.

 

Con un catalogo proiettato tanto nel passato quanto nel futuro, la Casa editrice pubblica le opere fondamentali della prosa e della poesia e una selezionata scelta di autori contemporanei, coniugando all'alta tipografia la cura filologica rigorosa.
L'editore Tallone nelle proprie edizioni aspira alla realizzazione del proficuo incontro fra etica ed estetica: correttezza filologica e design del libro devono fondersi insieme per trasmettere lo spirito del testo al lettore nel migliore dei modi.

L'atelier tipografico della Casa editrice Tallone è uno dei più antichi e prestigiosi al mondo. In funzione da tre secoli ininterrottamente, ha visto succedersi alla sua guida undici generazioni di editori.


Nel 1938 Alberto Tallone acquistò l'atelier dal suo maestro Maurice Darantière, il quale vi aveva impresso, tra le tante opere celebri, la prima edizione dell'Ulysses di James Joyce nel 1922. 
Fondato a Digione nel Settecento e successivamente trasferito prima a Châtenay-Malabry, poi a Parigi e ad Alpignano, l'atelier tipografico della casa editrice Tallone rappresenta oggi la continuità storica dell'arte gutenberghiana del comporre a mano con caratteri mobili sbalzati su punzone da grandi artisti.
La famiglia Tallone continua ad utilizzare la dotazione originaria di caratteri, strumenti e torchi, costantemente accresciuta nel corso del Novecento e dell'attualità, per offrire la massima qualità nella lettura e libri da collezione fatti a mano per durare nel tempo.


 

 

La Casa Editrice Tallone offre la possibilità di evadere, con l'immaginazione, e lancia il più grande portale on-line dedicato al segno e alla parola scritta: Archives of Styles. Un viaggio temporale che spazia da Gutenberg alla modernità. Alla dotazione parigina originaria, costituita da migliaia di punzoni sbalzati a mano e di caratteri, sono stati aggiunti via via tutti i capolavori della modernità.

 

La conservatoria dei punzoni - La Casa editrice Tallone, continuatrice di una tradizione iniziata a Digione a metà Settecento, include una collezione molto vasta di punzoni, matrici, caratteri, che spazia attraverso i secoli.
Oltre ai circa quattrocento punzoni che compendiano i 5 alfabeti del carattere disegnato da Alberto Tallone, inciso da Charles Malin a Parigi, la Conservatoria riunisce diverse migliaia di punzoni sbalzati a mano del Settecento, Ottocento e Novecento, nei molteplici stili.
A corredo di questa collezione, che costituisce una delle più importanti d'Europa, è raccolta la filiera completa degli strumenti d'epoca per l'incisione e la fondita. L'officina tipografica, oggi Casa Editrice Tallone, fu fondata a Dijon all'epoca della Rivoluzione Francese da Jean Baptiste Noëllat, a cui successe Nicolas Odobé nel 1827, seguito da Charles Brugnot, Duvollet-Brugnot, Lazare Loireau-Feuchot e da Jean-Emile Rabutot, la cui attività fu rilevata nel 1870 da Victor Darantière e proseguita a partire dal 1908 dal figlio Maurice.
A partire dal 1931 Alberto Tallone fu apprendista presso quest'ultimo e presso l'atelier di Léon Pichon. Dopo aver progettato per entrambi numerose edizioni, nel 1938 rilevò i loro caratteri e torchi, fondando le Éditions Alberto Tallone in rue des Tournelles, 28 a Parigi.
È questo un caso unico di continuità nella storia dell'editoria europea. Tallone trasferì la casa editrice ad Alpignano nel 1960. Dagli anni Settanta, è suo figlio Enrico, oggi con la collaborazione della moglie e dei figli, a perseguire l'obiettivo paterno di coniugare accuratezza filologica e ricerca estetica in ogni edizione composta interamente a mano.

 

La conservazione dei ‘semi' della cultura, ossia dei punzoni sbalzati a mano e dei caratteri originali nei diversi stili, costituisce presso la casa editrice Tallone un ‘giardino letterario' di biblio-diversità che dà forma alla molteplicità del pensiero.

 

JOHN DREYFUS, «Alberto Tallone and his new type», in Signature Magazine, n.16, 1952:

    «Mi sono imbattuto per la prima volta in un'edizione di Alberto Tallone subito dopo la liberazione di Parigi, mentre stavo curiosando in una libreria nei pressi de l'Ile de la Cité. Il testo era Histoires ou Contes du Temps Passé di Perrault, che Tallone stampò durante l'occupazione tedesca scegliendo un grazioso piccolo formato allungato. Fui colpito dalla ineguagliabile combinazione di grazia e leggibilità, misura e invenzione dimostrate nella sua composizione con i tipi.

    «Ben presto scoprii che Tallone era un fervente della typographie pure fin da quando intraprese la stampa di libri per proprio conto. Suoi caratteri d'elezione sono il Garamond e il Caslon, ma la varietà dei testi spazia da Petrarca, Dante ed Erasmo a Keats, Baudelaire e Valéry. Dopo la guerra, Tallone ebbe l'idea di importare dai Paesi Bassi alcuni caratteri di van Krimpen, in virtù del loro design e assortimento, ideali per la typographie pure. Assolse tutte le pratiche doganali per il permesso di importazione, ma l'intero plico di carte gli fu rispedito con in evidenza l'esito: “refusé”.

    «A quel punto Tallone si risolse di realizzare un suo carattere. Portò i disegni a Charles Malin, un esperto punzonista che aveva reinciso i corsivi di Arrighi per Frederic Warde, nel 1926; inoltre aveva collaborato all'incisione della prima versione di Perpetua di Eric Gill. Da un “incidente di percorso” nella realizzazione della f corsiva minuscola possiamo cogliere l'appassionato fervore di Tallone per il disegno dei suoi tipi.

  «Questa lettera, egli spiegò, è la più ricca di sottigliezze, e per un tempo interminabile non riuscì a disegnare la forma, a suo dire, ideale. Abbandonò i disegni sul tavolo e uscì per bere qualcosa. In attesa di essere servito al tavolo, schizzò astrattamente il contorno della sua f ideale su un tovagliolo. Malin lavorò direttamente da quel disegno. Il battesimo di stampa del suo carattere fu un'edizione dei Sonetti di Shakespeare del 1950.

    «La cura delle grazie nel minuscolo da una brillantezza gradevolmente incisa, mentre le aperture ampie, in particolare della ‘a', assicura un'impressione aperta e leggibile. La ‘a' in due parti è stata inoltre mirabilmente adattata per il corsivo. Le maiuscole denunciano diverse influenze – ad esempio, le lettere ‘E', ‘F' e ‘T' devono molto al Caslon, malgrado la ‘R' sia più alla maniera di Grandjean»

 

Fonte: sito di Alberto Tallone Editore

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