L’editoria italiana cresce grazie alla vendita dei diritti sui mercati esteri. «Il basso indice di lettura, denuncia l’AIE, costituisce il nostro principale problema di crescita».

di Redazione -

15.10.18

Il Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2018, a cura dell'Ufficio Studi dell'Associazione Italiana Editori (AIE) e diffuso in occasione dell'apertura della Fiera di Francoforte, conferma l'uscita dal lungo periodo di recessione. Per il terzo anno consecutivo, infatti,  l'andamento risulta positivo e per di più con un trend progressivamente crescente: +0,2% nel 2015; +1,2% nel 2016; +2,8% nel 2017. In particolare è aumentata la capacità di proporre e vendere diritti degli autori italiani sui mercati stranieri e di realizzare coedizioni. Le vendite di diritti all'estero hanno avuto una crescita media annua dal 2001 del +18,9%, mentre l'acquisto di diritti di edizione fa segnare  a sua volta un +4,5 per cento. Altri elementi positivi sono l'aumento delle case editrici e la crescita di titoli su carta, un incremento che riguarda tutti i generi.  Tutto questo nonostante resti stabile il numero dei lettori. La fotografia è chiara: «Il basso indice di lettura costituisce il principale problema di crescita dell'editoria nazionale». Ciò significa, denuncia Aie, «avere un bacino di potenziali clienti più piccolo rispetto a quello delle altre editorie continentali con cui la nostra editoria si confronta.

da instagram

Newsletter

non perdere offerte e novità sui libri, gli eventi e molto altro ancora