Nel fare i libri ci facciamo liberi

di Francesco Maino -

05.03.16

...fare i libri, o meglio "desiderare di fare i libri", rilegare, legare le pagine sciogliendo il loro contenuto stellare inconsumabile, stampare i caratteri misteriosi disegnati da uomini per comunicare pensieri che corrono lungo le cordigliere delle ere, oltre le stesse, conosciute e non, la carta, l'impasto di cotoni, i lini a maglie larghe, caucciù, pelli d'alberi millenari che ossigenano il mondo, atomi di ossigeni che gonfiano i polmoni, portano il sangue al cervello, che produce pensiero, che diventa carattere di carattere, che diventa piombo fuso eppoi formato su carte si salda in liber, incunabolo, che resiste all'uomo, che ordina il mondo, che sprigiona la libertà, che solca i secoli, che affratella Matteotti a Galilei, Dante all'ultimo diciottenne del Pianeta Terra, con o senza patente, ovunque egli si trovi... ecco: questo fanno i libri, questo facciamo noi, quando desideriamo: fare libri, faber liber... ci facciamo liberi, ci sfacciamo se non lo siamo, liberi e giusti...

(La foto è di G. Stefano Messuri, presso l'Officina di Giovanni Turria)

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