Arkadij e Boris Strugatskij

Praticamente sconosciuti in occidente (in Italia in anni diversi sono uscite traduzioni per l'Urania, Marcos y Marcos e Feltrinelli), Arkadij e Boris Strugatskij hanno segnato un'epoca, plasmato un linguaggio, creato dei personaggi cult, coniato battute che accomunano tre generazioni e lasciato orde di seguaci e imitatori. Una strana coppia di ebrei, un astronomo e un nipponologo, sopravvissuti per miracolo all'assedio nazista di Leningrado, in URSS erano semiproibiti e adorati qualunque cosa scrivessero: saghe di esplorazioni spaziali, distopie e utopie, satire mascherate da fantascienza, gialli, fiabe moderne, pamphlet antistalinisti o romanzi biografici. Dall'esordio del 1959, Il paese delle nubi porpora, all'ultimo romanzo del 1988, Gravati dal male, hanno spaziato da sceneggiature per cartoni animati a complesse costruzioni di romanzi incastrati in altri romanzi, in una fantascienza con pochi alieni e gadget tecnologici e molti dilemmi filosofici, costruendo mondi immaginari abitati da personaggi reali, che parlavano il linguaggio dell'intellighenzia un po' dissidente, mischiando denuncia politica e umorismo dai toni yiddish. Da ragazzi ci si appassionava alle avventure avvincenti e divertenti, da grandi a cercare tra le righe della fantascienza allusioni alla realtà sovietica, da vecchi al ritratto di una generazione: i fratelli Strugatskij, antistalinisti duri e puri, comunisti utopisti e infine convinti sostenitori della democrazia, hanno regalato ai loro lettori un mondo da sognare, e nello stesso tempo hanno demolito, libro dopo libro, i sogni in cui credevano.

Nel 1972 ci hanno regalato un capolavoro, Picnic sul ciglio della strada; un romanzo epico, scritto in tono quasi fiabesco, in cui un ‘cercatore' – lo stalker, appunto – viene posto di fronte a sfide assolute; Tarkovskij ne ha tratto un film meraviglioso, Stalker, persino diventato un celebre videogioco (S.T.A.L.K.E.R., Shadow of Chernobyl). Anche da È difficile essere un dio, romanzo visionario, sempre pubblicato da Marcos y Marcos, sono stati tratti ben due film: nel 1989, da Peter Fleischmann e nel 2013 da Aleksej German.

Arkadij è morto nel 1991, Boris nel 2012. L'edizione completa delle opere dei più famosi autori di fantascienza russi ha impiegato anni a nascere: si trattava di ripristinare il più possibile i testi originari, deturpati da censori con richieste surreali, correggere le discrepanze cronologiche tra i vari romanzi con personaggi comuni, confrontare le edizioni autorizzate e non, tra samizdat (pubblicazioni clandestine) e versioni ridotte contrabbandate da riviste di provincia che osavano sfidare i divieti ideologici sovietici.

Rileggerli nella Russia di Putin è un esercizio curioso. Per molti fan i fratelli sono ridiventati di attualità, dalla feroce satira sul conformismo della Seconda invasione dei marziani alla distopia L'isola abitata, che racconta di un pianeta dove agli abitanti viene tolta la capacità di giudizio critico sul mondo che li circonda. Ma lo spirito con il quale vengono letti oggi è cambiato. Dagli anni Novanta è nata un'ondata di fan fiction che Boris ha benedetto, curando anche una raccolta di tre volumi di sequel e spin off ispirati ai vari filoni dell'universo immaginario che aveva creato con suo fratello. Alcuni riusciti, altri meno, nessuno all'altezza degli originali, i nuovi romanzi però hanno tutti una cosa in comune: sono catastrofisti. In quasi tutti l'utopia diventa distopia.

Ronzani editore ha pubblicato, nel 2019, la prima edizione italiana di Lunedì inizia sabato Понедельник начинается в субботу, 1965).

 

Le opere dell'autore:

Newsletter

Iscrivendoti avrai uno sconto del 15% sul tuo primo acquisto