Flaubert politico

Fausto Proietti

Flaubert politico

2020, pp. 104
Prezzo: € 11,99
Saggi
ISBN: 978-88-87007-68-8
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Gustave Flaubert, devoto come pochi altri scrittori del suo secolo al culto dell'«art pour l'art», fu, nel contempo, affascinato dal ‘discorso politico' praticato dai suoi contemporanei, in particolare nel suo grande romanzo sul 1848, L'éducation sentimentale. Di questo testo letterario si ripercorrono qui le relazioni con la storiografia sulla rivoluzione del 1848 e sulla Seconda Repubblica francese, sottolineando sia il debito di Flaubert verso le interpretazioni di questi fenomeni proposte dai critici più radicali della sua epoca, sia il contributo che lo scrittore normanno, col far proprie tali interpretazioni, fornì alla loro diffusione. Questa ricerca non muove dall'ambizione di ricostruire il «pensiero politico» di Flaubert, ma dalla consapevolezza dell'importanza dell'analisi delle opere letterarie per ricostruire, nella sua complessità, il sentimento del «politico» nel XIX secolo. Non «Flaubert pensatore politico», dunque, ma «Flaubert politico».

 

Indice del volume: I. L'éducation sentimentale di Gustave Flaubert come testo politico: 1. Storia delle idee politiche e fonti letterarie; 2. «Finzione» o «memoria»? Il 1848 di Flaubert ; 3. «Tutto è ‘storico', ‘autentico', ‘documentato'»: le fonti de L'éducation sentimentale. II. Il giudizio politico di Gustave Flaubert sulle giornate rivoluzionarie del giugno 1848: 1. Flaubert politico, Flaubert anti-politico?; 2. La ricezione critica de L'éducation sentimentale da parte dei contemporanei: un romanzo ‘di sinistra'?; 3. Rovesciare i luoghi comuni: le ‘due rivoluzioni' del 1848; 4. Le giornate di giugno del 1848 ne L'éducation sentimentale; 5. Conclusioni. III. Flaubert e le parole della politica: 1. 1848, o la rivoluzione riformista; 2. Flaubert e il socialismo: una questione irrisolta; 3. Riforme e riformatori ne L'éducation sentimentale.

 


Fausto Proietti è professore associato di Storia delle dottrine politiche nell'Università di Perugia. Il principale oggetto della sua ricerca è il dibattito ideologico che accompagna, nel XIX secolo, la nascita della democrazia rappresentativa, con particolare riferimento al caso francese. Si è anche interessato all'esulato politico in corrispondenza delle rivoluzioni del 1848 e al lessico politico europeo nel XIX secolo. Tra le sue pubblicazioni più recenti l'edizione critica di M. Rittinghausen, La legislazione diretta del popolo, o la vera democrazia (Torino 2018) e la curatela, insieme a Francesca Piselli, del volume Les traductions comme textes politiques. Un voyage entre France et Italie (XVI–XX siècle)

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