"Tutto quello che vedo mi serve" (Recensione alla mostra "Cose" di Mario Francesconi, catalogo Ronzani Editore)

di Andrea Ponsi -

10.10.18

Con la sua ultima mostra alla galleria ZetaEffedi Firenze, Mario Francesconi conferma diessere, per usare una metafora scontata mache rende l'idea, un re Mida dell'arte. Non c'èmateria , oggetto o soggetto, per quanto umilee bistrattato, che non subisca sotto le sue maniuna incantata metamorfosi. Fogli accartocciati,fili di ferro, pezze di stoffa, scaglie di legno,e naturalmente i colori che sa manipolare contanta maestria , diventano cose preziose checon apparente facilità si sono adagiate su supporti, carte e cartoni che sembrano segnatidalle rughe del tempo.
In queste opere si percepisce l'urgenza di scavarenella realtà delle cose, le semplici e quotidiane“Cose” che danno il titolo all' esposizione.Quadri , sculture, collage e oggetti divaria natura rivelano un artista segnato dauna curiosità animata da un fare felice, a volteleggero, a volte inquieto, ma sempre impregnatodi energia positiva. Ovunque aleggia lafelicità del comporre coi materiali e i colori,di trasformare un vecchio tubo in un pregiatoartefatto, di interpretare i lineamenti di unviso usando “cose” al posto dei segni.

[continua].

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