Press

Amori e odi del melomane Duranti

21.02.18 - Avvenire - Cesare Cavalleri

"Non è un libro musicologo che anatomizzi biscrome e sopracuti, è un libro narrativo e proprio lì sta il bello: Duranti espone calmamente preferenze e idiosincrasie molto personali, e lo fa con pertinenti allusioni letterarie e un intelligente birignao che non è il vogherese di Alberto Arbasino, bensì un modo di scrivere (e dunque di pensare) per associazioni di idee che spuntano dalla parola mentre viene pronunciata".

Divi e opera in pantofole

25.02.18 - Domenica - Il Sole 24 Ore - Nicola Gardini

Duranti intreccia protagonisti del mondo letterario e musicale in maniera folgorante: da Callas a Montale, da Cilea a Svevo.

Questo sarebbe un diario di ascolti musicali, concentrato sull'opera. Il diarista, Alessandro Duranti, certo, non è uno storico della musica, un musicista, un "addetto ai lavori", né pretende di esserlo. Subito ci avverte di essere un signore che se ne sta a casa sua, perfino un "pantofolaio". Troppa sprezzatura.

Cose

Cose. Il mondo in arte di Mario Francesconi

29.01.18 - Firenze.it - Elena Elia

“Tutto quello che vedo mi serve”. Così Francesconi accoglie i visitatori per la sua temporanea alla Galleria ZetaEffe fino al 3 marzo.

La carta non è stanca

La carta non è stanca

Charta - Michelle Delattes

“E parlare di Einaudi significa, implicitamente, ricordare anche al sua straordinaria bellezza grafica, il nitore paratestuale, la pulizia dell'impaginazione, l'eleganza, l'arte applicata alle copertine e il carattere di stampa. Colui che assemblò tutto questo fu un grande maestro, Oreste Molina, da poco scomparso. E l'artefice di quel carattere tipografico perfetto e leggibile, che l'Einaudi adottò, il celebre “Garamond Simoncini”, fu l'imprenditore e disegnatore di caratteri Francesco Simoncini (1912-1975), al quale è finalmente dedicato un ampio studio critico e iconografico. Grazie quindi ai curatori per averci offerto questo documentato volume, catalogo della mostra omonima svoltasi a Bologna”.

Mauro Sambi, Una scoperta del pensiero e altre fedeltà (Recensione)

30.09.17 - La Battana, n. 2015, Luglio-Settembre 2017, pp. 106-118. - Nelida Milani Kruljac

Una scoperta del pensiero e altre fedeltà è un piccologioiello incastonato nella poesia italiana contemporanea, incui riconosciamo l'unicità di una voce poetica che diventaanche acuta percezione dell'oggi, la grande raffinatezzaformale e l'eleganza concisa, chiara e musicale del dettato,nonché una intatta fede nella funzione dell'arte e dellapoesia.

Ritmi e immagini di leggerezza in "Spengo la sera a soffi" di Elena Miglioli

14.11.17 - la Voce di Mantova - Marco Molinari

"La poesia di Miglioli ricorda in tanti punti il Pascoli, per l'aria che circola fra le righe, per i fiori e le piante che effondono i loro profumi."

Quando c'era il metodo Simoncini

05.11.17 - Domenica del Il Sole 24 Ore - Stefano Salis

“Il genio italiano si è espresso in molte forme: una di queste, sicuramente, è stata l'arte di fare libri”.

Alessandro Duranti, Il melomane domestico. Maria Callas e altri scritti sull'opera (recensione)

30.10.17 - www.drammaturgia.it (Firenze University Press) - Siro Ferrone

«Il Verismo […] fu come la Spagnola, che c'era solo da augurarsi di prenderla in forma non letale. La prima febbre fu I gioielli della Madonna, del 1911, con una protagonista in similcarmen di nome Maiella. Da quel 1911 l'hanno rivista in pochi» (p. 90). È una delle tante “punture” che rallegrano questo libro, sostanziato da una robusta conoscenza del teatro d'opera, ascoltato a lungo, tanto dal vivo quanto in vinile o in compact, da un autore peraltro docente universitario di Letteratura italiana. E infatti, nella Prefazione, Alessandro Duranti, nel rammentare i suoi maestri, mette accanto a Lanfranco Caretti, filologo e storico della letteratura ma anche cultore del melodramma, un altro grande protagonista della cultura come Gianandrea Gavazzeni, indimenticabile musicista e direttore d'orchestra.

[continua]

www.drammaturgia.fupress.net/recensioni/recensione2.php?id=6991

"Profumo di carta" a Isola Vicentina

22.10.17 - Il Giornale di Vicenza -

“Profumo di carta”, un titolo che evoca le atmosfere raccolte delle biblioteche, il piacevole odore delle pagine appena stampate sugli scaffali delle librerie, l'aroma suggestivo dei volumi più antichi. Una scelta molto apprezzata anche da Beppe Cantele, patron della casa editrice Ronzani, intervenuto la scorsa settimana nell'ambito della rassegna in corso in questi giorni a Isola Vicentina.
“In veste di editore ho apprezzato moltissimo questo titolo, l'ho trovato davvero azzeccato, perché la carta è un elemento essenziale per chi lavora in questo settore – ha spiegato Cantele –. Ogni carta porta con sé non solo il suo profumo, ma anchecolore, morbidezza, peso. Tutti elementi che determinano il livello di qualità. Solo quando i testi vengono stampati su un supporto di prima scelta sono destinati a durare nel tempo. E i lettori, pur non conoscendo gli
aspetti più tecnici, dimostrano di saper apprezzare i prodotti fatti bene. “Profumo di carta” è uno di questi, una rassegna di spessore, con contenuti di rilievo, che hanno saputo coinvolgere gli amanti dei libri e non solo loro”.

Casagrande, il dialetto della Bassa Poesia colta in Sambi

21.10.17 - Il Giornale di Vicenza -

Prosegue col secondo appuntamento domenica 22 alle 18 la rassegna di poesia contemporanea "Osteria n. 8", curata da Stefano Strazzabosco e ospitata da Anna Indri Raselli all'Osteria del Cane Barbino, con la lettura di Maurizio Casagrande e Mauro Sambi.Maurizio Casagrande, padovano nato nel 1961, insegnante di lettere alle superiori, autore di raccolte e antologie, scrive nel dialetto del luogo in cui vive, nella bassa padovana: una lingua che ben si adatta a esprimere pensieri, sentimenti, considerazioni che cercano di sfuggire alla retorica e alla falsità di certa poesia in italiano, e che vogliono trasmettere il loro messaggio in modo autentico e immediato, anche se tutt'altro che ingenuo.Mauro Sambi, di Pola, nato nel 1968 a Pola, nella comunità italiana autoctona che tuttora vive in Istria, vive a Padova dal 1987, dove è professore ordinario di chimica generale e inorganica. Scrive invece in un italiano colto, elegante e controllato, e accoglie nella sua poesia le suggestioni che gli giungono dal lungo studio e dal grande amore per poeti come W. Shakespeare, J. Donne, T. S. Eliot, W. H. Auden, W. Stevens, molti dei quali ha anche tradotto; o da italiani come Saba, Montale e Zanzotto. La sua raccolta più recente, Una scoperta del pensiero e altre fedeltà, è uscita proprio quest'anno per i tipi vicentini di Ronzani Editore. Sambi ha esordito nel 1998 con la prima silloge. Al Cane Barbino (si trova in Via Legione Antonini, 20a Vicenza) i due poeti si presenteranno brevemente l'un l'altro e leggeranno una selezione delle loro poesie. L'ingresso è libero.

Francesco Simoncini, un Olivetti bolognese

17.10.17 - ilgiornaledellarchitettura.com - Paola Bianco

A Bologna, fino al 12 novembre la mostra dal titolo “Metodo Simoncini. Ricerca di un'estetica dell'insieme” celebra l'autore dei font più iconici dell'editoria italiana.

Di Ronzani Editore il catalogo della prestigiosa mostra.

Ha inaugurato il 22 settembre presso il Museo del Patrimonio industrialela mostraMetodo Simoncini. Ricerca di un'estetica dell'insieme.Pochi conoscono la storia di questo imprenditore bolognese che dal 1954 al 1975 (anno della prematura scomparsa; era nato nel 1912) ha guidato l'azienda paterna, leOfficine Simoncini. Inizialmente piccola officina per la riparazione diLinotype(le macchine con le quali in quel periodo si stampava), poi azienda produttrice delle matrici per le stesse macchine (dalla fusione pertanto dei singoli caratteri in piombo alla composizione delle pagine pronte per la stampa).

L'attività, grazie alla creatività di Francesco, messosi da autodidatta a ideare caratteri, si è allargata fino a diventare un'industria concorrenziale a livello internazionale per laprogettazione e produzionedi quelli che oggi chiameremmo “font“. Il “Metodo Simoncini“, il suo più grande successo,ha infatti ottenuto un brevetto internazionale, oltre che italiano e di altre nazioni europee: consisteva nel riprogettare i caratteri in modo tale da evitare le distorsioni e le sbavature dovute all'impatto dell'inchiostro sulla carta.

[continua]

ilgiornaledellarchitettura.com/web/2017/10/17/francesco-simoncini-un-olivetti-bolognese/

Manifesti (poetici) stampati a regola d'arte

15.10.17 - il Giornale - Luigi Mascheroni

Qui e altrove: grandi fogli, da appendere, con le poesie di poeti contemporanei.

Il piacere di leggere è anche merito suo: la rivoluzione di Francesco Simoncini

29.09.17 - la Repubblica - Bologna - Paola Naldi

Il piacere della lettura, almeno da quarant'anni a questa parte, lo si deve ad un bolognese, Francesco Simoncini che nell'azienda di famiglia, le Officine Simoncini, disegnò i celebri font utilizzati dai grandi editori, a partire da Einaudi, dal Dopoguerra in avanti. La sua ricerca, che rivoluzionò il design dei caratteri tipografici, è raccontata dalla mostra “Metodo Simoncini. Ricerca di un'estetica dell'insieme” allestita fino al 12 novembre al Museo del Patrimonio Industriale, in via della Beverara 123, con la cura di Elisa Rebellato e Antonio Cavedoni. In un allestimento multimediale e immersivo si alternano filmati, fotografie, documenti, disegni, edizioni rare e strumenti originali dell'epoca per raccontare l'affascinante processo di ideazione e realizzazione di una matrice per Linotype.

[continua]

bologna.repubblica.it/cronaca/2017/09/29/news/il_piacere_di_leggere_e_anche_merito_suo_la_rivoluzione_di_francesco_simoncini-176880302/#gallery

Agopuntura sull'italiano. Oggi all'Officina d'Arte il libro di Alessandro Zaltron sugli errori più comuni.

23.09.17 - Il Giornale di Vicenza - Marco Cavalli

Presagi d'Istria. La voce del poeta: Mauro Sambi

27.08.17 - succedeoggi - cultura nell'informazione quotidiana - Pasquale Di Palmo

La lezione dei maestri, «uno stupefatto senso del passato», la prossimità con le persone amate, la contiguità con la natura, con Pola, sua città natale. E con le sue radici Sambi medita un confronto e regala a Succedeoggi la sua prima poesia in dialetto.

La poesia di Mauro Sambi, nato a Pola ma residente a Padova («A lungo, forse troppo a lungo sono / stato chiuso in una lingua tra due / mondi»), si caratterizza per una dizione elegante e raffinata e per il recupero di forme chiuse come quelle del sonetto o della sestina. Sambi, figura schiva e appartata, ha pubblicato le raccolteL'alloro di Pound(2010) eDiario d'inverno(2015). Nell'anno corrente è uscita la rilevante plaquetteUna scoperta del pensiero e altre fedeltà(26 pagine, 6 euro), secondo titolo di una nuova collana poetica diretta da Matteo Vercesi per Ronzani Editore, «Qui e altrove», che ha la caratteristica di proporre un manifesto numerato contenente un testo estratto dalla stessa plaquette. Osserva Bruno Nacci nella sua accurata introduzione: «Poesia raffinata, colta, che si depone sulla pagina come il prodotto di una decantazione, frutto di una segreta alchimia, eppure capace di abbandonarsi al piacere di un cromatismo impressionista grazie all'uso, parco, della metafora, con accensioni generose, con nostalgie e uno stupefatto senso del passato».

[continua]

www.succedeoggi.it/2017/08/presagi-distria/
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