Vito Santin

TE’L GNENTINTUT DE LE PAROLE (Nel quasi niente delle parole)

2019, pp. 130
Prezzo: € 13,00
Qui e altrove. Manifesti di poesia contemporanea
ISBN: 9788894911527
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Introduzione di Luciano Caniato

 

Predisposto al bello e all'ostinata ricerca della perfezione, Vito Santin cerca e trova una sua strada dopo anni di lavoro consapevole, ma non pubblica, non si fa largo, lascia piuttosto che l'igneo e il tellurico, appreso meditando gli altri, attraversi il suo carattere schivo e appartato fino a trovar luce. La scelta del dialetto è quasi un obbligo, vista la profondità con cui ama la sua piccola patria, Scomigo, frazione collinare di Conegliano, posta a confine tra l'ex città industriale e i territori di Vittorio Veneto. Non un salto nel buio, ma il passaggio dalle umiltà dell'argilla lavorata in precedenza, a quelle della lingua contadina ceramizzata in versi splendenti, come in questi 686 che ora – divisi in dieci sezioni – emergono sorgivi sul bianco della pagina.

(dall'introduzione di Luciano Caniato).


Vej de oro

Al ciel destira vej de oro

su'l mòj de la tera

drìo 'n piover ustinà –

sote 'l vel l'erba se ingàla

e mena i but

but dapartut – che bùliga...

– Sote sote sotetera

nase i putin e la poiṡia

 


Veli d'oro Il cielo dispiega veli d'oro / sulla terra bagnata / dopo un piovere ostinato – // sotto il velo l'erba si inebria /e crescono i germogli / germogli dappertutto – che brulicano... // – Sotto sotto sottoterra / nascono i bambini e la poesia

 


Vito Santin È nato a Conegliano, Treviso, nel 1950. Vive a Scomigo, frazione collinare del coneglianese. Ha insegnato Educazione Tecnica nella Scuola Media Statale, e fin da giovanissimo ha plasmato l'argilla, creando bassorilievi e ceramiche (1960-1986). Te' l gnentintut de le parole è il suo primo libro di poesia.

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